Flâneur d’Or 2026
Parco del Laveggio nell'alto Mendrisiotto (TI)
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Il Mendrisiotto ha conosciuto negli ultimi 50 anni uno sviluppo insediativo e infrastrutturale disordinato, segnato da traffico, centri commerciali e inquinamento. Eppure vi sono ancora tesori da salvaguardare e valorizzare. Tra questi il Parco del Laveggio, che si propone di dare valore a un patrimonio poco conosciuto, tutelare le aree naturali rimaste e offrire alla popolazione un’area di svago vicina ai centri abitati, facilmente raggiungibile in pochi minuti, a piedi o in bicicletta. Il Parco offre oggi un percorso che si snoda lungo il fiume, in passato interrotto da strade e autostrade.
Il Parco si pone l’obiettivo di creare un nuovo equilibrio, diventare la spina dorsale di un contesto urbanizzato dispersivo attorno alla quale aggregare gli spazi liberi e strutturare i collegamenti per la mobilità dolce e per lo svago di prossimità. Il Parco collega inoltre gli hot spot per la biodiversità e diventa così un corridoio ecologico di grande rilevanza regionale.
Nel 2020 i comuni attraversati dal fiume Laveggio – Mendrisio, Stabio e Riva San Vitale – insieme al Dipartimento del Territorio e ai cittadini per il Territorio, hanno sottoscritto una Lettera di intenti impegnandosi a realizzare un sentiero continuo che collega le sorgenti a Stabio con la foce a Riva San Vitale. L’iniziativa mirava, attraverso interventi puntuali, a connettere e valorizzare le risorse esistenti, dare visibilità ai progetti futuri e coinvolgere attivamente la popolazione nel processo.Il progetto si è focalizzato su tre filoni d’intervento:
- il completamento del percorso per migliorarne i collegamenti e la fruizione dalle serogenti alla foce;
- il consolidamento dell’esperienza-parco per rendere più comodo e piacevole percorrere sentieri e strade sterrate;
- la proposta di un calendario di attività di volontariato per scuole, cittadini e cittadine, volte a favorire un processo partecipativo e creare un senso di appartenenza e identità.
Tra i diversi interventi, i più significativi sono la formazione di un nuovo sentiero sul terrapieno delle FFS ai meandri di Ligornetto, una passerella che permette di superare lo svincolo autostradale a Mendrisio e un sentiero che porta alla foce. Sono stati inoltre realizzati interventi di carattere paesaggistico nelle aree industriali, si sono messe a dimora piante lungo le rive per ombreggiare l’acqua, e sono state integrate nel paesaggio di strutture destinate alla piccola fauna e creato un percorso didattico. Grazie alla posa di panchine e a una serie di pannelli informativi, percorrere il sentiero è diventato più confortevole e interessante.
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Il progetto è stato promosso dall’ Associazione Cittadini per il Territorio. Lo sviluppo del progetto è stato coordinato dallo studio d’architettura Atelier PeR e dallo studio creativo Hug, con il supporto dello studio di consulenze ambientali Trifolium, dello studio di ingegneria Holinger e di Giada Peter come addetta stampa. Sensibilità e competenze diverse hanno permesso un approccio multidisciplinare e integrativo.
L’idea del parco nasce una quindicina di anni fa, dall’impegno dell’Associazione Cittadini per il Territorio di cui faceva parte l’arch. Tita Carloni contro alcuni progetti che avrebbero portato ulteriori danni e degrado al fiume e al territorio. Accanto all’azione di contrasto dei progetti problematici, l’associazione ha promosso una visione positiva e dimostrato come si potessero cambiare i paradigmi pianificatori del passato.
Il progetto di Parco del Laveggio ha potuto essere sviluppato grazie alla partecipazione alla terza generazione del programma “Progetti modello di sviluppo sostenibile” lanciato dalla confederazione per il periodo 2014-2018. Il progetto ha saputo convincere le autorità: esso è stato integrato nel Piano direttore cantonale e nel Programma d’agglomerato del Mendrisiotto di terza generazione. Vari interventi già programmati o in corso - come la rivitalizzazione del fiume tra le piscine di Mendrisio e la foce a Riva San Vitale, la creazione di un reticolo ecologico o la tutela, tramite decreto di protezione, della zona più preziosa dei meandri in località Genestrerio – hanno assunto un significato rafforzato in quanto tasselli del disegno complessivo forte e coerente offerto dal Parco. Anche la città di Mendrisio, dal 2018 impegnata nello sviluppo di un Piano direttore comunale (Pdc), ha trovato nel Laveggio il filo conduttore per definire la propria strategia territoriale, facendo propri i concetti del Parco.
Nel 2020 su iniziativa dei Cittadini per il territorio, i comuni di Mendrisio, Stabio, Riva San Vitale, il Dipartimento del Territorio e gli stessi Cittadini hanno sottoscritto una Lettera di intenti, con la quale si impegnano a promuovere e a coordinare gli interventi attraverso lo scambio di informazioni, la condivisione di procedure, e una comune riflessione su proposte e contenuti. Il Parco è così entrato in una nuova fase, più concreta, capace anche operativamente di superare i confini amministrativi.
Nasce così il progetto “Laveggio, un fiume da vivere” che ha l’obbiettivo di concretizzare il Parco. Dopo la domanda di costruzione preliminare del 2021, nel 2022 è stata inoltrata la domanda di costruzione e ottenuta la licenza edilizia per la realizzazione della passerella, del percorso didattico, dei nuovi percorsi e dell’arredo composto da sedute e cartelli.
Nel 2023 sono stati avviati i lavori che hanno visto la partecipazione non solo delle ditte incaricate, ma anche della popolazione locale, attraverso attività di volontariato e collaborazioni con le scuole del territorio (elementari, medie e scuole professionali). La conclusione dei lavori è stata celebrata con una grande festa svoltasi l’8 ottobre 2023, che ha visto la partecipazione di numerose associazioni e di moltissimi abitanti. Una giornata in cui la popolazione ha avuto l’opportunità di scoprire gli interventi e di conoscere l’area del Parco da nuove prospettive grazie alla possibilità di visitare infrastrutture pubbliche e private solitamente chiuse al pubblico, di assistere a spettacoli teatrali itineranti nello scenario delle aree più emblematiche, come ad esempio i sottopassi dell’autostrada, di partecipare e diverse attività per famiglie e bambini. Quel giorno è coinciso con la consegna simbolica del Parco alla popolazione.
Il Parco del Laveggio si distingue per il suo approccio bottom-up, nato dall’iniziativa dei cittadini e cittadine capace, in tempi brevi, di convincere le autorità e di tradursi in interventi concreti. La forza del progetto risiede nella chiarezza della visione, nella capacità di dialogo tra soggetti diversi e nell'integrazione progressiva negli strumenti di pianificazione. Elemento centrale del suo successo è stato il coinvolgimento attivo della comunità, che ha accompagnato l'intero percorso, rafforzandone il radicamento sociale e la legittimità. Oggi, il Parco del Laveggio rappresenta l’asse portante di una rete di mobilità lenta e di svago che collega più comuni, offrendo un'infrastruttura continua e accessibile a servizio del territorio e dei suoi abitanti
Lo sviluppo e la realizzazione del Parco del Laveggio è costato 1’250'000.- ed è stato possibile grazie a partner pubblici e privati, che hanno creduto nel progetto e dimostrato un impegno concreto a favore della tutela del territorio e del miglioramento della qualità di vita della regione.
L’ente pubblico ha finanziato circa l’75% del progetto, il resto dei fondi sono stati raccolti attraverso fondazioni, sponsor di aziende e un crowdfunding.